piante officinali o medicinali


Le piante e le erbe medicinali sono i rimedi che la natura ha partorito ancora prima della venuta dell'uomo. Gli antichi avevano quasi sicuramente un rapporto con la natura molto diretto.Per questo motivo avevano sviluppato quello che ai giorni nostri viene chiamato sesto senso.Sapevano quali piante o erbe utilizzare,anche se per capire il loro comportamento hanno sicuramente osato e rischiato,sperimentandone gli effetti benefici o tossici sulla propria pelle.

Le piante e le erbe officinali prendono il loro nome dalla parola latina officina in riferimento agli antichi laboratori farmaceutici dove si procedeva alll’estrazione di droghe tradizionalmente usate nella medicina popolare. L’espressione piante officinali, così come la conosciamo oggi, identifica sia le piante medicinali sia le piante aromatiche.

La legge n.99 del 6 gennaio 1931 recita: Per piante officinali si intendono le piante medicinali, aromatiche e da profumo.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità,l’espressione piante medicinali comprende ogni vegetale che contiene, in un organo o in più organi,delle sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o che sono i precursori di emisintesi chemio-farmaceutiche.

Mentre le piante aromatiche da essenze sono quelle piante che per il loro particolari pricipi attivi, vengono usate per rendere più appetibili i cibi, per aromatizzare i liquori ed entrare nella composizione dei prodotti cosmetici.

"Le piante e le erbe medicinali,o officinali,trovano un vasto utilizzo in erboristeria,omeopatia,fitoterapia,aromaterapia".

"Le piante e le erbe officinali, in erboristeria vengono anche chiamate droghe,con questo termine si intende la parte della pianta, corteccia*, foglie*, fiori*, frutti o radici*, più ricca dei suoi principi attivi. Queste vengono utilizzate in diversi modi."  

I principi attivi

I principi attivi che si trovano nelle erbe medicinali possono essere di varia natura e, da un punto di vista puramente chimico, appartengono alle classi degli alcaloidi, degli eterosidi, delle gomme, delle mucillagini, dei tannini, degli enzimi e delle vitamine.

Mentre, oli essenziali*, resine*, balsami e gommoresine*, prodotti dalle piante per attrarre gli insetti (come le api per l'impollinazione) o per respingere i predatori , sono i principi attivi ottenuti dalle piante aromatiche che, per le loro proprietà odorose, sono utilizzati anche nella preparazione di profumi, cosmetici e bevande.

I principali principi attivi utilizzati sono:

OLI ESSENZIALI - TANNINI - AMARI - AMIDI - GLUDOSIDI - ALCALOIDI - MUCILLAGINI - SAPONINE

Il fitocomplesso

Il fitocomplesso è l’insieme di tutti i principi attivi presenti nei tessuti di una pianta officinale. Con le erbe officinali è possibile ricavarci molti medicinali:

sciroppi,creme pomate e unguenti,fumigazioni,conserve alimentari,confetture,gelatine,mieli aromatizzati, elisir,produzione di semi,infuso,decotto,olii essenziali.

Le sostanze farmaceuticamente attive nelle droghe vegetali sono:

Alcaloidi, Alcol, Amari, Antrachinoni, Carboidrati, Cumarine, Fenoli, Fitoacidi, Flavonoidi e Flavoglicosidi, Glicosidi, Lipidi essenziali, Minerali*, Mucolasi, Oli eterici ,Oligoelementi, Resine*, Saponine, Tannine, Vitamine.

I Gemmoderivati

La gemmoterapia è l’utilizzo in prima diluizione decimale di estratti idrogliceralcolici, ottenuti per macerazione in solvente idrogliceralcolico di tessuti embrionali vegetali freschi.

Vengono utilizzate le gemme*, i giovani getti*, le giovani radici*,i boccioli*,gli amenti*, le scorze interne di giovani rami e radici*, i semi*.

* ..Tutti questi "Ingredienti" sono contenuti nelle "Misture di MamaQuilla..


                                 YERBA SANTA


Il nome deriva da un termine spagnolo che significa "Erba santa" e si rivolge alla santità dell'animo umano, all'interno del cuore, che deve rimanere aperto e libero.

Il cuore è una parte sensibile e vulnerabile alle emozioni dell'animo.

Se queste emozioni non vengono utilizzate in maniera attiva, si immagazzinano e calcificano in questa parte del cuore.

Quindi Yerba Santa è utile per emozioni come lo sconforto e la tristezza profonda, con un senso di oppressione al petto.

L'angoscia e la malinconia vengono interiorizzate perchè sono state represse.

Questo "stato" fa apparire le persone deperite, come se si stessero consumando.

La Yerba Santa è utile per tutti i dolori e le angoscie legati al "cuore".

Risana gli shock affettivi come la perdita di una persona cara, shock subiti nell'infanzia, divorzio, traumi vissuti in famiglia, tutte situazioni il cui forte dolore è stato soffocato.

Dona la capacità di lasciar fluire liberamente le emozioni, di espellere il dolore ed il cordoglio profondi, delicatamente.

Con questa pianta "benedetta" la persona ristabilisce il proprio Santuario interiore, rendendo libero il cuore umano di vivere il mondo con una rinnovata emotività, pieno di luce e più spazioso.

Utile per le persone che vivono sentimenti di oppressione, che soffrono di profonda tristezza e conservano nella loro memoria i ricordi traumatici, "soffrendo in silenzio."

Per le persone con propensione a malattie psicosomatiche che li portano ad "annegare nella loro stessa aria."

La Yerba Santa libera dai vissuti oppressivi.

La Yerba Santa è in grado di sollevare l'umore, ridurre la sensazione di fame e rendere l'individuo più energico e tonico.

La lezione di questa pianta è quella dell'imparare a Respirare col Cuore..

 

Yerba Santa e Curanderìa (CentroSud America)

Questa erba sacra autoctona del SudAmerica è nota per le sue proprietà curative, viene tradizionalmente usata come gli Smudge o come Incenso (perlopiù unito ad altre erbe o resine), per la protezione e la purificazione sia dell'Aura della persona che opera (o del paziente), che degli ambienti e/o Spazi Sacri.

Questa pianta gode di una lunga storia come elemento essenziale nelle offerte rituali per gli altari.

 

Se ne utilizzano piccole quantità (pizzichi), essendo una pianta dalle Vibrazioni molto "alte" e intense; ha un aroma particolare fresco e pungente con note speziate e dolciastre, stimola moltissimo le attività psichiche ed è ottima per la Trance, inoltre aiuta l'ascesa della Kundalini..

Consiglio di miscelare quest'erba ad altri ingredienti come le Resine e/o altre erbe/fiori, ricordando che le miscele con Yerba Santa dovrebbero essere sempre preparate "ad personam"..                  

 

MamaQuilla..


                                      Palo Santo


Il Palo Santo (Bursera graveolens) è un albero tropicale che cresce spontaneamente in alcune zone dell'America Centro-Meridionale e che viene coltivato nelle regioni dell'Ecuador e del Perù. Il suo nome deriva da una particolarità legata alla sua fioritura, che avviene il giorno di Natale. La raccolta del suo legno, considerato benefico, quasi sacro, avviene in maniera particolare per preservare questa pianta protetta.

STORIA E PRODUZIONE:

Dal legno dell'albero di Palo Santo vengono ricavati bastoncini per incenso e un olio essenziale aromatico dalle numerose proprietà. La descrizione botanica dell'albero di Palo Santo ("legno santo") è avvenuta solamente nel 1824 a seguito di una spedizione tedesca nelle Americhe, ma esso era già conosciuto ed utilizzato da secoli da parte delle popolazioni sudamericane.

La produzione del Palo Santo, sia per quanto riguarda l'incenso che per quanto concerne l'olio essenziale, avviene nel pieno rispetto dell'ambiente e dell'albero stesso, in quanto si impiegano esemplari di Palo Santo già caduti a terra e seccati naturalmente, in quanto gli alberi giovani non presentano le caratteristiche richieste: per produrre il suo confondibile odore, infatti, gli alberi devono avere almeno 10 anni e seccati naturalmente.

Per quanto riguarda l'estrazione dell'olio essenziale di Palo Santo di Machalilla, vi è un Parco Nazionale nel quale gli alberi ormai caduti vengono sostituiti piantando dei nuovi esemplari. All'interno del Parco Nazionale di Machalilla la produzione dell'olio essenziale di Palo Santo avviene secondo criteri equi e nel rispetto del lavoro svolto da parte dei produttori locali, a cui vengono offerte condizioni commerciali adeguate. Con l'acquisto del legno di Palo Santo proveniente da questa zona si contribuisce al sostegno delle attività svolte dalle comunità locali.

PROPRIETA' E USI:

Secondo l'uso tradizionale, l'impiego del Palo Santo è rivolto soprattutto a contrastare quelle energie negative che possono essere origine di malesseri fisici di cui non si sono individuate altre cause o di condizioni psicologiche negative, come depressione, tristezza e cattivo umore. Secondo l'originale visione del mondo di alcune popolazioni sudamericane, il Palo Santo protegge sia gli adulti che i neonati dalla "mala energia" e dalla "planga bianca", energie negative che si ritiene possano causare malocchio e malattie nel momento in cui si entra a contatto con persone estranee.

Il Palo Santo viene impiegato in sostituzione dell'incenso vero e proprio per purificare gli ambienti domestici, allontanare senza violenza le zanzare e gli altri insetti, anche esponendo al fumo gli indumenti e i pannolini dei bambini piccoli, per proteggerli dalle punture. Viene impiegato in cerimonie sia laiche che religiose, in alcuni casi anche da parte della Chiesa Cattolica.

Tradizionalmente, il liquido fresco che fuoriesce dall'incisione della corteccia di Palo Santo viene impiegato in caso di micosi della cute. La sua resina viene invece utilizzata per disinfettare la ferita ombelicale dei neonati e per curare il mal di denti e la carie. Esiste anche un uso interno del Palo Santo, che lo vede impiegato per la preparazione di una tisana per la cura di dolori allo stomaco, problemi intestinali, vomito, dolori generici avvertiti in tutto il corpo e problemi alle vie respiratorie e alle vie urinarie. Viene inoltre utilizzato contro i disturbi psicosomatici e dell'umore.

Olio essenziale di Palo Santo:

L'olio essenziale di Palo Santo è prodotto dal metabolismo della pianta e si presenta sotto forma di molecola odorosa, percepita attraverso l'olfatto. Viene utilizzato in aromaterapia in quanto considerato in grado di interagire con l'organismo a livello fisico, psico-emozionale e spirituale. In particolare viene impiegato:

1) Contro gli attacchi d'asma e in caso di allergia.

2) Per alleviare tosse e raffreddore.

3) Per placare l'ansia.

4) Contro il mal di testa.

5) Per la meditazione e il rilassamento psico-fisico.

Bastoncino di Palo Santo:

L'incenso di Palo Santo, cioè il legnetto aromatico ricavato da questa pianta e adatto ad essere bruciato, viene utilizzato lasciandone bruciare l'estremità fino ad ottenere un po' di brace e del fumo profumato. Ogni legnetto può essere utilizzato più volte, in particolare per:

1) Sprigionare una profumazione intensa e gradevole.

2) Allontanare le zanzare e gli insetti.

3) Inibire la diffusione dei cattivi odori e dei batteri.

4) Favorire la meditazione e il rilassamento.

5) Purificare gli ambienti dalle negatività.

E' possibile trovare il legno di Palo Santo anche in versione "segatura" da bruciare su carboncino..

 

                                                      MamaQuilla..


                                        boldo


"Nella sporta degli ''uomini di medicina'' amazzonici non manca il Boldo (Peumus boldus molina), con cui si prepara un infuso contro infiammazione del fegato, problemi digestivi e perdita di appetito".

 

Tra le piante officinali con svariate proprietà terapeutiche, troviamo anche il Boldo il cui vero nome botanico è Peumus Boldus.

Originaria del Cile, questa pianta cresce nelle zone temperate ed appartiene alla famiglia delle Laurales. Il Boldo è una pianta sempreverde con foglie ovali e di colore verde opaco e non supera i cinque metri di altezza. I fiori sono bianchi e i frutti nascono tra Dicembre e Febbraio ed hanno un sapore molto zuccherino. Tale pianta officinale, cura diverse patologie e proprio per questo, la sua coltivazione si è estesa anche in Europa.

Le foglie della pianta che hanno un aroma legnoso, fin dall'antichità sono utilizzate per la preparazione di infusi e tisane.

La parte del Boldo che viene utilizzata in erboristeria è la foglia che contiene oli essenziali ed alcaloidi tra cui la boldina.

Quest'ultima oltre a stimolare la digestione, è capace anche di aiutare ad espellere i calcoli biliari grazie alla sua azione coleretica.

Il Boldo infatti è rinomatissimo per la cura delle affezioni del fegato e delle vie biliari in genere.

Ci sono persone che soffrono di secchezza della bocca e dopo l'assunzione di preparati di Boldo, riescono ad avere una salivazione più abbondante specialmente se usano la polvere delle foglie perchè mantiene intatto il suo contenuto di oli essenziali.

Le foglie di questa pianta officinale, pare abbiano delle potenti azioni digestive ed anche una blanda proprietà ipnotica che potrebbe provocare uno stato di sonno simile a quello fisiologico (trance).

I vari studi che si stanno effettuando in campo fitoterapeutico, hanno consentito di capire che l'effetto che le foglie di Boldo producono sulla bile, viene accentuato se la terapia viene assunta in basso dosaggio. Appare infatti un aumento di secrezione e la bile viscosa diventa acquosa con conseguente evacuazione.

La boldina invece, permette di ottenere un effetto antispasmodico del tubo gastroenterico mentre l'olio essenziale, è capace di stimolare l'appetito.

Per questa terapia, conviene utilizzare i preparati alcolici ovvero le tinture reperibili presso le erboristerie e tali preparazioni, vengono assunte anche in caso di infezioni alle vie genito- urinarie.

Per assumere il Boldo in maniera corretta e nel giusto dosaggio, occorre ascoltare le precise direttive di un medico che prescrive la pianta officinale in capsule, tisane o tintura. 

Come tutte le altre piante che hanno virtù terapeutiche, anche il Boldo se assunto in maniera impropria, potrebbe avere effetti collaterali come la diarrea.

Inoltre l'uso di questa pianta è sconsigliato a chi soffre di occlusioni delle vie biliari, a chi è affetto da gravi epatopatie, a chi ha patologie gravi correlate al sistema nervoso..

 

EFFETTI DELLA FUMIGAZIONE:

Le fumigazioni con Boldo hanno un effetto calmante, purificante, riequilibrante e rappresentano un valido rimedio contro il nervosismo e i disturbi del sonno.

Le foglie di questa pianta emanano un profumo di menta, canfora, alloro e uva.


 

MamaQuilla..


                                     lavanda


Arbusto sempreverde e perenne di piccole dimensioni (60-100 cm.) con fusti eretti, legnosi alla base e rami laterali leggermente prostrati. Ha foglie lineari e lanceolate di colore verde-grigiastro. I fiori alquanto profumati, sono raggruppati in sottili spighe blu violette.

Originaria della macchia mediterranea, la lavanda è una pianta che resiste molto bene sia alle temperature torride che a quelle rigide invernali. Cresce bene in terreni asciutti, calcarei e profondi; tollera male quelli acidi; mentre si adatta bene a quelli alcalini. Esistono varie specie di lavanda spontanea che hanno areali di diffusione diversi anche se si riconducono tutti alla regione mediterranea. La specie presente ad altitudini superiori a 500-600 m.


La lavanda fu pianta preziosa agli Antichi Romani che mettevano mazzetti di fiori nell'acqua dei bagni termali e già allora veniva utilizzata come base per raffinati profumi e nella preparazione di decotti e infusi usati per la bellezza della pelle e dei capelli. In un passato più recente sappiamo che in ogni casa di città o di campagna non c'era armadio o cassettone che non avesse sacchettini di lavanda per profumare la biancheria e tenere lontane le tarme. 

Infatti dalle infiorescenze si estrae un'essenza molto pregiata per distillazione in corrente di vapore, spesso eseguita nel posto di raccolta. I fiori per l'erboristeria vengono raccolti all'inizio della fioritura, mentre per le industrie cosmetiche e profumiere nel periodo di massima fioritura.


Proprietà della lavanda


I fiori della lavanda sono utilizzati in fitoterapia per le numerose proprietà dovute alla presenza dell'olio essenziale (linalolo, acetato di linalile, limonene, cineolo, canfora, alfa-terpineolo, beta-ocimene), tannini, acido ursolico, flavonoidi e sostanze amare. Questi principi attivi conferiscono alla pianta azione sedativa e calmante sul sistema nervoso, da utilizzare in caso di ansia, agitazione, nervosismo, mal di testa e stress e insonnia.

La lavanda svolge anche un'azione balsamica sulle vie respiratorie per questo è impiegata efficacemente nel trattamento di tutte le malattie da raffreddamento: influenza, tosse, raffreddore e catarro.

Inoltre la pianta, limitando la formazione e soprattutto il ristagno di gas a livello gastro-intestinale, possiede proprietà carminative e antispasmodiche in quanto calma dolori e gli spasmi addominali e aiuta a distendere la muscolatura del ventre.

Per uso esterno vanta proprietà detergenti, antinfiammatorie, analgesiche, antibatteriche, cicatrizzanti e decongestionanti. La pianta è utilizzata per detergere ferite e piaghe; per alleviare il prurito e le punture d'insetti; e per ridurre le irritazioni del cavo orale. In ambito cosmetologico viene usata l'olio essenziale di Lavanda come profumo.


Controindicazioni


Non ci sono particolari controindicazioni nell'utilizzo della lavanda. L'olio essenziale estratto dalla pianta può risultare tossica in caso di sovradosaggio, se assunto per via orale, come tutti gli oli essenziali. Sono noti anche rari casi di dermatite allergica.


Fonte:

http://www.cure-naturali.it/lavanda/3174


uso magico


La Lavanda è un'erba di fertilità, consacrazione e amore. E' associata ai riti del Solstizio d'Estate. Bruciare della Lavanda in sala parto, aiuta la partoriente a rilassarsi, rende pura la stanza scacciando le energie negative e da il benvenuto alla nuova vita. Questa pianta dal profumo caratteristico è utilizzata per la creazione di coroncine da far indossare alle giovani coppie durante l'Handfasting. I fiori di Lavanda possono anche essere aggiunti alla coppa rituale per rendere permanenti i voti matrimoniali, usati in un bagno rituale prima della cerimonia, posti nel bouquet della sposa, sparsi a terra e usati nella torta nuziale per favorire la fertilità. La Lavanda può essere usata per guardare il mondo con più chiarezza; porta serenità e calma nel profondo dell'anima. E' un'erba eccellente per favorire la guarigione dalla depressione. Si usa per benedire una nuova casa e un mazzo dei suoi fiori si può utilizzare come scopa per ripulire lo spazio Sacro. E' un'ottima erba da aggiungere a sacchetti o incantesimi d'amore e a cuscini dei sogni. Utilizzate il suo olio essenziale per dormire bene, anche in casi di insonnia persistente: spargetene qualche goccia sul cuscino e il suo effetto rilassante sarà immediato. In casi di mal di testa e insonnia mettete una di olio essenziale sulle tempie, sulla fronte (all'altezza del terzo occhio) e sul coppino. Piantate della Lavanda nel vostro giardino per attirare le Fate.


Fonte:

http://www.lavocedelladea.it/p/la-magia-delle-erbe.html


                                                         MamaQuilla..


                                        calendula


Pianta con radice fittonante, fusto ramificato (50 cm) e ricoperto da peluria. Le foglie sono spesse, lanceolate con margine intero o leggermente dentato. I fiori sono dei capolini con colore variabile dal giallo all’arancione e compaiono in primavera estate. La pianta strofinata emana un gradevole aroma.

La Calendula è una pianta rustica che si adatta a diversi ambienti e terreni. Può essere coltivata anche in collina fino a 600 m di altitudine, in zone con una buona esposizione. Si rinviene allo stato selvatico nell’Italia meridionale. Alcune varietà sono coltivate nei giardini e presentano fiori più grandi e colorati.


Il nome calendula deriva dal latino calendae, cioè "primo giorno del mese", a indicare che fiorisce il primo giorno di ogni mese per tutto l'anno. Altra ipotesi è che si chiami così da “calendario”, poiché segna il ritmo del giorno aprendosi al mattino e chiudendosi al tramonto. La tradizione contadina vuole che, se al mattino i fiori rimangono chiusi probabilmente pioverà. Per questo motivo, nei testi medievali era indicata col nome di Solis sponsa, ossia "sposa del sole".

La calendula è nota anche col nome popolare di "oro di Maria", forse per la proprietà del suo infuso di alleviare i dolori periodici femminili, evidenziandone così il legame con il femminile, con la Grande Madre; d’altro canto il suo seme uncinato ricorda una falce di luna.


Proprietà della calendula


La calendula contiene triterpeni, flavonoidi, polisaccaridi, caroteni, fitosteroli, olio essenziale, mucillagini, acido salicilico e sostanze amare. Per uso interno, generalmente come tintura madre o macerato glicerinato, viene impiegata nelle disfunzioni dell'apparato genitale femminile, poiché aumenta le mestruazioni scarse e diminuisce quelle abbondanti. Ha azione antispasmodica sui dolori mestruali e addominali.

La proprietà antinfiammatoria agisce sulle irritazioni delle mucose, data la presenza delle mucillagini, ed è quindi indicata in caso di colite, gastrite, ulcere e qualunque patologia a carico dei tessuti interni.
Per uso esterno le sue attività antinfiammatorie, antisettiche, cicatrizzanti, rinfrescanti, emollienti e dermopatiche la rendono il rimedio elettivo per scottature, ferite, arrossamenti e irritazioni della pelle, delle ulcere della bocca e per infiammazioni gengivali.


Controindicazioni


Per l'assunzione e l'utilizzo della calendula non sono conosciute controindicazioni o effetti collaterali. Anche il rischio di allergia alla pianta è molto basso, data l'assenza di elenalina (lattoni sesquiterpenici).


Fonte:

http://www.cure-naturali.it/calendula/2132


uso magico


La Calendula è un'erba d'amore, consacrazione e chiaroveggenza; è inoltre un'erba funeraria. I fiori secchi, bruciati come incenso durante la divinazione, favoriscono la visione del futuro e la seconda vista. Sono perfetti da usare per delimitare il Cerchio e decorare l'altare, poichè hanno il potere di consacrare e proteggere. Non c'è erba funeraria migliore della Calendula: i suoi fiori secchi possono essere bruciati come incenso durante un rito funerario e sparsi durante il cammino verso il luogo di sepoltura e la pianta intera può essere piantata sulla tomba. Posta sotto il cuscino la Calendula induce sogni premonitori. Per coloro che sono soggetti a pettegolezzi o diffamazione una combinazione di petali di Calendula e di foglie di Alloro può essere usata per incantesimi o sacchetti di protezione dagli stessi. Per i sacchetti d'amore è meglio usare Calendula raccolta al pomeriggio.


Fonte:

http://www.lavocedelladea.it/p/la-magia-delle-erbe.html


                                                      MamaQuilla..


                                          sambuco


Il Sambuco è una pianta appartenente alla famiglia botanica delle Caprifoliaceae. Si presenta come arbusto o piccolo albero che, però, in alcuni casi può raggiungere altezze anche superiori ai cinque metri, fino ad un massimo di dieci.

Le foglie sono opposte a due a due, con picciolo dilatato alla base; i fiori piccoli ed odorosi, di colore bianco o bianco-crema; il frutto è una drupa nera. Il periodo balsamico per la raccolta della droga è compreso tra Maggio e Giugno.

Per ricavare la droga si utilizzano frutti ed infiorescenze essiccate; i fiori essiccano rapidamente se esposti a sole ed aria, assumendo una caratteristica colorazione giallastra ed un piacevole odore aromatico.

Tra i principi attivi del fitocomplesso ritroviamo essenzialmente: sambucina, sambunigrina, rutina, isoquercitina, astragalina, campferolo, olio essenziale, acidi grassi liberi, tannino (nella corteccia); emulsina, invertina, sambunigrina, benaldeide (nelle foglie); tannino, colina, mucillagine, malato, acido valerianico, acido tartarico (nei fiori); antocianine, cera, gomma, acetato, malato, acido tartarico, acido citrico (nei frutti).

In una distribuzione geografica della specie, il Sambuco si trova largamente rappresentato in Italia ed in gran parte d’Europa, preferendo, quale habitat ottimale, ambienti di montagna, luoghi ruderali, umidi e boschi radi.


Proprietà del Sambuco


Le principali proprietà terapeutiche del Sambuco sono: diuretica, diaforetica, antinevralgica, emolliente, lassativa o purgante, antifibrillante, emetico, antireumatica, debolmente antinfiammatoria, stimolante la secrezione bronchiale, depurativo.

La droga è comunemente consigliata in caso di: raffreddore, infezioni delle vie respiratori, tosse, faringiti, bronchiti, riniti, stitichezza o stipsi, emorroidi, aritmie, infezioni o infiammazioni delle vie urogenitali, cistiti, uretriti, litiasi urinaria, edemi da ritenzione, reumatismi, gotta (aiuta ad eliminare l’acido urico), problemi della pelle, dermatosi, eruzioni cutanee, nevralgie, epilessia, necessità di depurare l’organismo.

Agisce su diversi organi e sistemi. Tra i principali ricordiamo cuore, cavo orale, intestino, stomaco, reni, apparato urinario, fegato, sistema immunitario.


Fonte:

http://www.cure-naturali.it


uso magico


Il nome greco del sambuco “Actè” significava “nutrimento di Demetra”, evidentemente per l’utilizzo che veniva fatto delle sue bacche (nere per il Sambucus nigra, rosse per il Sambucus racemosa).

In Bretagna, Danimarca, Russia e altri paesi, questa pianta veniva utilizzata per proteggere le case dai malefici.

D’altra parte il sambuco poteva anche attirare i poteri maligni, per esempio se veniva bruciato dall’uomo.

Il sambuco è un albero molto amato dalle fate e dalle luminose entità che abitano il magico mondo al di là del velo del visibile.
Il profumo dei fiori si diceva che portasse nell’Altromondo, e dormire sotto le sue fronde poteva voler dire non svegliarsi mai più: l’anima sarebbe stata rapita dalle creature fatate e non sarebbe più tornata ad abitare il corpo, abbandonato al sonno eterno.

Il sambuco era considerato, quindi, una Porta di Morte, ma anche di rigenerazione e nutrimento, dato che ogni sua parte recava aiuto all’uomo contro malesseri e malattie, e le sue bacche erano fonte di cibo per gli antichi.

Il sambuco è ritenuto l’albero della rinascita ed è legato da sempre all’eterno ciclo della vita e della morte.

La pianta che ingannò il drago di San Giorgio era considerata sacra dalla tradizione folkloristica germanica: l’albero Holda, dal nome di una fata dai lunghi capelli biondi, abitante dei sambuchi che si trovavano nei pressi di fiumi e laghi e che conferiva loro dei poteri curativi.

In alcuni villaggi i contadini si inchinavano di fronte a questa pianta affinché lei proteggesse, da malattie e serpenti velenosi, il bestiame e gli uomini.

Le leggende narrano che sette volte ci si doveva inchinare dinnanzi all’albero perché sette sono le sue parti magiche: la resina, la radice, la corteccia, le foglie, i frutti, i fiori ed i germogli.

Anche gli elfi si rifugiavano tra i suoi rami ed inoltre il sambuco veniva coltivato intorno a monasteri e fortezze affinchè li proteggesse dalle energie negative. In Sicilia si credeva che un bastone di sambuco avesse il potere di uccidere i serpenti, ed ancora, nelle leggende germaniche, il flauto magico era fatto con il sambuco svuotato del midollo .

A questa pianta dalle molteplici proprietà era attribuito anche un potere divinatorio per quanto riguardava il sesso dei nascituri e la bontà del raccolto.


Fonti:

http://www.erbatisana.it/ultime/il-miracoloso-sambuco/tutte-le-pagine

http://www.tuttasalute.net/6278/una-pianta-magica-il-sambuco.html


                                                        MamaQuilla..


                                        assenzio


Il nome assenzio deriva dal termine greco apsìnthion (di etimologia ignota) e da quello latino absinthium, che può essere tradotto come “pianta senza diletto”, proprio a causa dello sgradevole sapore (amaro) in ciascuna delle sue parti.

La pianta, già debitamente nota nell’antico Egitto e nella Grecia di Ippocrate, veniva somministrata come tonico e digestivo. Le proprietà euforizzanti dell’assenzio sono state anche ricordate in numerose opere di differenti espressioni artistiche, tra cui l’Amleto, un dipinto di Manet ed alcune delle poesie dei cosiddetti “maledetti”.

L’Artemisia absinthium è una pianta perenne, erbacea, appartenente alla famiglia botanica delle Asteraceae. La pianta, che cresce fino ad un’altezza di un metro, presenta una caratteristica peluria sulle foglie alterne picciolate e sul fusto fibroso. I capolini sono di colore giallo e raccolti in infiorescenze allungate.

Della stessa famiglia è conosciuta e usata in fitoterapia anche l'Artemisia (Artemisia vulgaris) utilizzata contro la tosse.

Per ricavare la droga si utilizzano le sommità fiorite ridotte in polvere e le foglie da cui si ottengo liquori, amari ed aperitivi. Tra i principi attivi del fitocomplesso ritroviamo essenzialmente: absintina (lattone sesquiterpenico), flavoni, olio essenziale (che contiene tujone e tujolo, sostanze dall’elevata tossicità che agiscono a livello del SNC), acido ascorbico, tannini.

L’habitat ottimale è rappresentato dai caratteristici paesaggi montani di Asia, Europa ed America del Nord.


Proprietà dell’assenzio

 

Le principali proprietà dell’Assenzio sono: coleretico, colagogo (favorisce la secrezione biliare), eupeptico (facilita la digestione), emmenagogo (favorisce e regola il flusso mestruale), febbrifugo, vermifugo.

La droga è comunemente consigliata in caso di: inappetenza, iposecrezione biliare, disturbi della digestione, atonia gastrica, vomito nervoso, parassitosi intestinale, infiammazioni delle mucose del tratto gastro-intestinale, amenorrea, irregolarità mestruale, dissenteria prolungata. La pianta è, altresì, utilizzata come epatoprotettore. 

Grazie alla presenza di numerosi principi attivi, che conferiscono al fitocomplesso proprietà eupeptico, coleretico, colagogo, digestivo, vermifugo, emmenagogo, l’Assenzio è largamente impiegato in caso inappetenza nel post-convalescenza, dispepsia, infiammazioni delle mucose gastriche, gastrite, atonia gastrica, vermi intestinali.


Controindicazioni ed effetti collaterali

 

Trattandosi di una pianta con diversi principi attivi tossici, è consigliato utilizzarla con estrema cautela, e non senza aver consultato uno specialista.

A dosaggi terapeutici, la somministrazione della droga non deve protrarsi a lungo nel tempo, interrompendo la terapia dopo circa venti giorni di assunzione.

È controindicata in caso di:

- Allattamento al seno perché rende il latte amaro

- Ulcera peptica gastro-duodenale

- Infezioni ginecologiche

I principali effetti collaterali annoverati nella letteratura scientifica sono: vomito, ipotensione, diarrea, diminuzione del ritmo cardiaco, spossatezza.

Va, comunque, ricordata l'atossicità della droga alle dosi consigliate.


Fonte:

http://www.cure-naturali.it/assenzio/4092


uso magico


L'Artemisia (vulgaris), può essere usata come un incenso (mista in parti uguali col legno di Sandalo) per rafforzare i poteri psichici.

L'Artemisia è una pianta di consacrazione, protezione, un'erba per le visioni e la chiaroveggenza.

L'olio di questa pianta è tradizionalmente usato per la consacrazione e la purificazione delle sfere di cristallo, questo uso si è poi espanso alla preparazione di tutti gli strumenti divinatori..provate a usarla quando state per effettuare una divinazione o per consultare la sfera di cristallo.

L'Artemisia è associata al quarzo, all'argento, alle perle e alla pietra di luna.

E' tradizione bruciare un mazzetto di Artemisia proveniente dal raccolto dell'anno passato nel falò di Litha; viene anche utilizzata nella coppa rituale.

Un sacchetto di Artemisia protegge durante i viaggi ma l'uso più diffuso di quest'erba è per accrescere il potere dei sogni.

Quando abbiamo bisogno di risposte in sogno, l'Artemisia secca è un'ottima imbottitura per un "cuscino dei sogni" mentre un infuso preparato con questa pianta aumenta la chiaroveggenza.

Le energie protettive dell'Artemisia tengono lontana ogni forza oscura ed energia negativa.

La sua forza è maggiore se raccolta durante la luna piena.

Altri usi magici includono la richiesta agli Spiriti di forza, protezione, sogni profetici e guarigione.
Gli indiani d'america bruciavano l'artemisia tridentata durante le loro cerimonie.
Fate un bagno con questa pianta perchè purifica dalle male azioni commesse. Bruciare l'artemisia allontanta le forze maligne ed è utile a scopi curativi.

L'Artemisia (absinthium), riduce la carica aggressiva, sviluppa la calma, fortifica corpo e mente.


Fonti principali:

http://www.lavocedelladea.it/p/la-magia-delle-erbe.html

http://pochaontas.jimdo.com/erbe-magiche/

http://librodeidannati.forumcommunity.net/?t=41867375


                                                               MamaQuilla..


                                         arancio


L'arancio amaro (Citrus bigaradia Loisel), detto anche arancio forte o melangolo, è un alberello dalla folta chioma appartenente alla famiglia delle Rutacee, che può raggiungere l’altezza di 6 metri. Si riconosce per la corteccia nerastra e per il legno durissimo, le foglie sempreverdi dalla forma lanceolata e i fiori bianchi, profumatissimi. I frutti dell'arancio amaro sono più piccoli di quelli dell’arancio comune, hanno la superficie più rugosa, un colore più intenso e spicchi poco succosi e dal sapore amaro. Tra le curiosità di questo frutto esotico (non tutti sanno che arriva dall’India) c’è anche il fatto che venga considerato il “frutto preferito dell’elefante”.

L'arancio amaro è originario dell’India, ma viene coltivato nelle regioni mediterranee, soprattutto nella Spagna meridionale, in Francia, nei dintorni di Cannes, e in Sicilia. Essendo resistente alle intemperie viene usato come porta innesto per altre varietà di agrumi.  Si riproduce per seme. Dell’arancio amaro si utilizzano le foglie, i fiori e le scorze dei frutti. Le foglie si raccolgono tutto l’anno, i fiori in aprile-maggio, i frutti in inverno. Non ha uso alimentare se non nella preparazione dei liquori e quindi se ne utilizzano i prodotti derivati reperibili in commercio.

Si ottiene dalla spremitura a freddo delle scorze esterne, fresche, dei frutti, 10 giorni prima della loro completa maturazione. Pensate che per un chilo di olio essenziale, sono necessarie 1700 arance.

 

proprieta' dell'arancio


Nella medicina cinese l’arancio amaro viene impiegato nel trattamento del prolasso uterino e anale, disturbi gastro-intestinali. Come la quasi totalità degli oli essenziali, è antisettico e battericida.
L’olio essenziale di arancio amaro è astringente e stimola il metabolismo, è antispasmodico, sedativo, diuretico, tonico del cuore, depurativo, antinfiammatorio, fungicida e stomachico (stimola la digestione favorendo di riflesso l’appetito).
Viene indicato per stanchezza, insonnia, disturbi nervosi (aiuta a calmare ansie e insicurezze), disturbi digestivi, dermatiti, rughe e pelle atonica, gengiviti e mal di gola. Stimola il sistema linfatico e quindi è utile nella ritenzione idrica. In caso di dolori muscolari o articolari ma anche su punture di insetti è possibile frizionare una miscela di olio di oliva (estremamente dermoaffine) e qualche goccia di o.e.

E’ un valido aiuto contro la cellulite, basta frizionare l’olio essenziale, sempre in olio di oliva, sulle parti da trattare.

controindicazioni

 

E' generalmente atossico, non irrita e non causa sensibilizzazione ma come per tutti gli agrumi se ne sconsiglia l’uso per uso esterno prima dell’esposizione al sole ed è sconsigliato se si soffre di problemi cardiovascolari e di ipertensione.

 

uso magico

 

Famoso simbolo di unione matrimoniale, si utilizzano i fiori nei sacchetti magici per favorire o rafforzare l'amore.

Mettere i fiori nell'acqua del bagno stimola il corpo e la mente e ha un lieve effetto afrodisiaco.

E' considerato uno stimolante dell'appetito sessuale, quindi utilizzato per incanti che riguardano questa sfera.

Questa pianta viene posta sotto l’influenza di Venere ma gli si attribuiscono anche caratteristiche solari.

 

                                                              MamaQuilla..


                                            FELCE


La felce è una pianta perenne, dalle bellissime fronde che possono superare anche il metro; ama i terreni freschi e umidi, infatti i rigogliosi ciuffi si trovano spesso vicino a piccoli rigagnoli.

Stimata per le sue proprietà, la felce durante il Medioevo rientrava nelle terapie dettate dai semplici.


proprieta' della felce


Questa pianta viene utilizzata nella terapia popolare per problemi intestinali; le sue proprietà antiparassitarie sono ottime e la felce maschio viene utilizzata come tenifugo (favorisce il distacco della tenia dalle pareti dell’intestino).

La raccolta del rizoma della felce maschio si fa in settembre - ottobre; si pulisce dalla terra e dalle piccole radici, possibilmente sul posto, poi si taglia in pezzi lunghi; le fronde si raccolgono da agosto a ottobre, quando sono ben estese.

 

uso magico

 

Negli antichi scritti di magia bianca si legge che la felce aveva il potere di donare sogni profetici, se le ceneri del rizoma venivano deposte vicino all’orecchio durante il sonno; inoltre questa polvere cenerina donava la fertilità alle donne desiderose di un figlio. Sembra che questa pianta abbia una notevole influenza nella magia per cambiare il tempo, e che possa provocare la pioggia.

 

controindicazioni

 

Altamente tossica, la Felce è controindicata ai bambini, alle gestanti ed ai cardiopatici; va tenuta lontana anche dagli animali domestici.

 

                                                MamaQuilla..


                                        salvia


Piccolo arbusto sempreverde con rami a sezione quadrangolare. Le foglie sono opposte, finemente dentate ricoperte di peluria, picciolate, ovali-lanceolate, spesse e rugose. Le infiorescenze sono verticali con fiori portati in verticilli da 2 o 4, che appaiono verso giugno-luglio. La salvia può vivere allo stato spontaneo oltre 15 anni e in coltura da 5 a 7 anni.


E’ una pianta caratteristica dell’Europa meridionale, in Italia cresce spontanea nelle zone centro-meridionali e nelle isole, nella nostra regione è diffusa come pianta coltivata sia in pianura sia nella fascia collinare submontana.


La Salvia è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà salutari, ciò che spiega il suo nome, proveniente da salvo che significa appunto “salvare”.

I Galli, in particolare, ritenevano che la salvia avesse la capacità di guarire tutte le malattie e che agisse efficacemente da “deterrente” contro febbre e tosse.

Alcuni addirittura credevano che avesse il potere di resuscitare i morti..

I Romani la consideravano una pianta sacra, tanto che esisteva un vero e proprio rito per la raccolta, che spettava a pochi eletti. Questi dovevano addirittura indossare un abbigliamento particolare dopo aver compiuto sacrifici.

Nella medicina popolare, già nel Medioevo, veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e piaghe difficili da rimarginare.

I Cinesi ritenevano che la salvia fosse in grado di “regalare” la longevità: nel XVII secolo, un cesto di foglie di salvia era scambiata dai mercanti olandesi con tre cesti di tè.

Nella medicina tradizionale cinese utilizzano ancora oggi la salvia per curare l’insonnia, la depressione, le afflizioni gastrointestinali, le malattie mentali, i disturbi mestruali.

Nella medicina ayurvedica, con impieghi analoghi, la prescrivono anche per uso esterno per le emorroidi, la gonorrea, la vaginite e le affezioni dell’occhio.

Nell'antico Egitto le donne bevevano tisane a base di salvia perchè sostenevano che aumentasse la fertilità.


Proprietà della salvia


Le foglie della Salvia contengono principi amari, acidi fenolici, i flavonoidi e un olio essenziale (contenente tujone, cineolo, borneolo, linalolo, beta-terpineolo e beta-cariofillene).

I flavonoidi (luteolina, salvigenina, genkwanina, cirsimaritina ed ispidulina), con svolgono un’azione estrogenica. La salvia viene, infatti impiegata in tutti i disturbi femminili come la sindrome premestruale e quelli dovuti alla menopausa (in particolare le vampate di calore). Favorisce il flusso mestruale in caso di amenorrea, perché l’olio essenziale stimola il sistema ormonale femminile e quindi la comparsa delle mestruazioni.

La salvia è utilizzata nelle affezioni dell’apparato gastrointestinale come rilassante della muscolatura liscia, in quanto esplica un’azione antispasmodica, utile in caso di intestino irritabile, spasmi all’apparato digerente o dolori mestruali.

L'acido carnosico e i triterpeni (amirina, betulina, acido crategolico ed acido 3-idrossi-ursolico) conferiscono alla salvia proprietà antinfiammatorie e diuretiche offrendo una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e il mal di testa.

I preparati a base di salvia sono efficaci per combattere tutte le forme di catarro grazie alla presenza dell’olio essenziale dalle proprietà antisettiche e balsamiche. Per questa ragione trova impiego nella cura delle patologie dell’apparato respiratorio in caso di raffreddore, tosse, mal di gola e febbre.

Infine la salvia possiede anche un’azione ipoglicemizzante: un infuso a stomaco vuoto di salvia è utile nella cura del diabete, perché riduce il tasso di glicemia nel sangue.


uso magico


PROTEGGE E PURIFICA..

Nelle culture sciamaniche è una delle Erbe d'eccellenza nella Purificazione, quasi tutti i riti ne prevedono l'uso, viene utilizzata solitamente la varietà "bianca" che si dice abbia proprietà "psicotrope" utili alla connessione tra l'Uomo e il Grande Spirito..

Nella tradizione mediterranea è di fondamentale importanza nei rituali di guarigione, in particolar modo nei casi di depressione, stanchezza esistenziale e scarsa voglia di vivere.

Bruciata dona energia e vigore a qualsiasi rituale potenziando le altre erbe usate.

Si dice doni lunga vita a chi la cura e coltiva con dedizione e passione.
Dona prosperità, saggezza e porta denaro.

Aiuta la concentrazione, quindi è ottimo in luoghi dove si studia, si officiano rituali, o si medita..

La tradizione sostiene che la salvia riporti l'armonia dove vi sono delle liti.


                                                MamaQuilla..


                                    rosmarino